Introduzione
La Sicilia orientale in primavera ha un fascino unico: qui i profumi, i colori e i miti sembrano sbocciare insieme, regalando esperienze intense e indimenticabili. L’odore di zagara, che qualcuno potrebbe pensare poetico, è reale, intenso e avvolgente. Si percepisce nei paesaggi intorno a Catania, lungo le strade di Acireale, nelle piazze di Taormina e nei vicoli di Aci Trezza. Forse è anche per questo che questa terra mi ha sempre parlato così tanto, complice il legame emotivo con Carmen Consoli, una delle mie cantanti preferite, capace di raccontare la Sicilia più autentica, dolce e aspra insieme.
Catania è stata una delle più belle scoperte di questo viaggio. Oltre ai classici itinerari turistici, come Piazza Duomo con la celebre Fontana dell’Elefante e il mercato della Pescheria, quello che mi ha davvero colpito è stato visitare il Monastero dei Benedettini. Questo complesso è uno dei più grandi e affascinanti d’Europa, patrimonio UNESCO, e rappresenta un pezzo di storia, cultura e architettura che va ben oltre la superficie di Catania. Passeggiare tra i cortili, le aule e le chiese del monastero è stato come fare un tuffo nel passato, scoprendo dettagli di vita monastica e la grandiosità barocca che non ti aspetti. È un luogo nascosto agli itinerari più comuni, e forse proprio per questo capace di regalare emozioni autentiche, inaspettate.
L'Esperienza
Da Catania il viaggio prosegue verso il mare e la leggenda. Aci Trezza è il borgo dei faraglioni, dove il mito di Polifemo sembra prendere vita tra le onde e le barche dei pescatori. Il paesaggio, in primavera, è già luminoso e vivo, ma senza il caos estivo, perfetto per respirare e lasciarsi trasportare dalle storie del mare. Acireale, invece, con il suo barocco elegante e i vicoli fioriti, racconta un’altra Sicilia, colta e raffinata, fatta di piazze vivaci e chiese che sorprendono.
Taormina, pur essendo più conosciuta, in primavera mostra la sua magia senza la calca estiva. Il Teatro Greco con il mare sullo sfondo è un’esperienza che lascia senza fiato, ci sono rimasto per un ora a contemplare tutta quella bellezza racchiusa in quel teatro come essere in una cartolina. Passeggiare per i vicoli, tra terrazze panoramiche e scorci nascosti, permette di apprezzare la città con un ritmo lento, contemplativo, senza sentirsi intrappolati dai turisti.
La deviazione a sud verso Noto aggiunge una nuova sfumatura al viaggio. Qui il barocco siciliano raggiunge il suo apice: le facciate dorate, i palazzi eleganti, i balconi fioriti e le chiese luminose creano un’atmosfera quasi irreale. Passeggiare lungo il corso principale è come camminare dentro un dipinto, ma basta deviare verso le strade secondarie per scoprire una città viva, con la quotidianità che si mescola armoniosamente alla bellezza architettonica.
Questo viaggio in Sicilia orientale è stato un continuo intreccio di mito e realtà, musica, storia e natura. La primavera, con i suoi profumi e colori, amplifica ogni esperienza, rendendo Catania, Taormina, Acireale, Aci Trezza e Noto luoghi che non si limitano a essere visitati, ma che si vivono profondamente. E mentre torno a casa, con l’odore di zagara ancora addosso e il ricordo del mare e della lava che si incontrano, so che questi luoghi rimarranno nel cuore, pronti a richiamarmi di nuovo.